Al cinema per “Toy Story3”

Primo capitolo del blog all’insegna di cinema, nel vero senso della parola con un film speciale visto ieri al cinema e con la tecnologia 3d. Sono un grande appassionato di film d’animazione ed in particolare dei classici Disney Pixar.

Ci sarà un motivo perchè la grande multinazionale Disney ha deciso di acquistare il controllo della mitica Pixar.La casa statunitense ha creato un nuovo capolavoro, dopo il grande UP.E appunto Toy Story non nasce dal nulla, ha una storia alle spalle, con 2 episodi che hanno incassato complessivamente nel mondo quasi 850 milioni di dollari.Intanto, una breve considerazione di carattere tecnico: la visione è stata perfetta, grazie ai mitici occhiali real d 3d e all’impianto stereo del Cinema Multilanghe Dogliani ( http://www.multilanghe.it ).Poi ci sono loro, i giocattoli.Che – noi e neppure i bambini lo sanno – quando noi non ci siamo e non li utilizziamo, si animano di vita propria , discutono del loro futuro e sono più o meno contenti a seconda di come vengono trattati dai loro padroni, proprio come dei veri animali domestici.E così un bel giorno Woody Buzz Lightyear  e altri simpatici personaggi che formano una compagnia allegra e simpatica ( il dinosauro, i tre extraterrestri, Mr. Potato e consorte, Barbie ), da molti anni condividono le loro giornate con l’affettuoso padrone Andy.Ma ad un certo punto Andy cresce e deve partire per il college, così fa una scelta drammatica: Woody lo accompagnerà in questa nuova esperienza , mentre gli altri giocattoli, tra cui il mitico Buzz Lightyear verranno depositati in un sacco nero, destinazione soffitta…La separazione tra Woody e gli altri è dolorosa, ma tutti alla fine la a accettano, come lil naturale sviluppo della maturazione di Andy.Peccato che, per volere del destino, gli altri giocattoli subiscono una sorte diversq e finiscolo in un asilo, i Sunnyside, , dove all’apparenza potranno divertirsi insieme a nuovi bambini che li tratteranno con le dovute attenzioni…Così vengono accolti dal capo indiscuso dei giocattoli dell’asilo, Lotso O’ Hugggins  un orso peloso di colore rosa e profumato di fragola, che insieme ad una bambola a forma di bebè ( a dire il vero un po’ inquietante ) e da un Ken elegante e vanitoso ( per la gioia di Barbie ), che però li conducono in un’altra ala dell’asilo, dove ci sono i bambini pestiferi dei primi anni, che fanno letteralmente ” a pezzi ” il gruppo di giocattoli orfano di Woody.A questo punto, per non svelarsi il resto della trama e destare un po’ in voi la curiosità di andarlo a vedere ( non rimarrete delusi ), i nostri scoprono loro malgrado the dark side of Lotso, che si dimostra un tiranno implacabile e privo di qualsiasi affetto, abbandonato nel passato dalla sua padrona, ora trascorre il suo tempo rimuginando sul torto subito, vendicandosi con i nuovi arrivati…C’è qualcosa di più di una semplice dimostrazione della grafica 3d, come in Up e in altri film di animazione, i colori e la spettacolarità del 3d ( meno invadente del solito ) sono solo il sottofondo e la parte galleggiante dell’iceberg, quando al di sotto del mare ci sono i concetti e le denuce contro certe tendenze della società moderna civilizzata..L’abbandono di una persona cara può causare delle gravi conseguenze in chi è abbandonato, anche per i giocattoli, figuriamoci quando capita agli animali o agli esseri umani.Un film da vedere.

Lance

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