La vecchia radio conquista il popolo della rete (La Stampa)

La Radio non è morta viva la Radio…. La seconda vita della radio passa per il web.Si tratta di emittenti tradizionali che provano a raggiungere nuove fasce di utenti, oppure realtà esplose con la diffuzione della banda larga, necessaria per poter ascoltare musica di buona qualità audio.
La novità, però, è che le web radio diventano mobili. Sui cellulari più evolut, infatti, si stanno moltiplicando i software che consentono di ricevere le trasmissioni via internet.

Basta scegliere un genere e via: la musica scorre come se fosse sul telefonino, ma è registrata in un hard disk a migliaia di km di distanza.
E’ il fenomeno del ” cluod computing”, una vera e propria nuvola digitale, cui ci si connettte da ogni parte del mondo.

Il sistema sceglie poi i brani sulla base di algoiritmi che analizzano le scelte degli altri utenti, consigliando canzoni nuove o artisti mai ascoltati prima.
Il fenomeno si sta diffondendo dopo la nascita di telefonini come iPhone, Blackberry, i modelli Android, Symbian e Windows Mobile, che sono dei veri e propri computer: lo streming di musica non è certo un compito difficile per i moderni processori, ma semmai per le reti mobili.

Che, tra l’altro, sono sempre più sature di dati: quelli dei telefonini multimediali e dei tanti computer portatitli e fissi, che si connettono al web tramite modem e chiavette 3g.
Il rischio del collasso è concreto, tuttavia l’utente medio teme di più la possibilità di superare il tetto massimo imposto dal contratto, oltre quale i costi s’impennano in modo pauroso.
E le case discografiche spingono per le radio sui tlefonini, dove non esiste quasi la pirateria ed è più facile sperimentare modelli di business remunerativi.

Non più solo il negozio virtuale che vende file audio come Itunes Store di Apple, Amazon e da noi Dada e Ibs.
Aumentano le offerte di abbonamento tutto compreso, mentre con Pandora, Lest.fm Spotify e altri servizi, bisogna solo pagare un cnaone mensile o sorbirsi una breve pubblicità, poi è possibile scegliere tra cataloghi molto vasti, da ascoltare a casa o in movimento.

Ma attenzione: per questioni di copyright e di accordi con le case discografiche, questi servizi sono disponibili solo in alcuni Paesi ( e l’Italia non è uno di questi).
Per i contenuti digitali si prospetta così una nuova era, ricca però di grossi punti interrogativi: con il cloud computing e le web radio a pagamento, il possesso diventa sempre più limitato e temporaneo: sono i distributori che decidono cosa gli utenti possono fare con la loro musica acquistata legalmente,

Ma chi vuole essere libero ha un’opzione di scorta; i telefonini vecchio stile ( come il mio …) quelli alla portata di tutti diciamo, incorporanno spesso un sintonizzatore.
Proprio come la vecchia radio, che non consuma dati, non si connette a internet e funziona sempre.
E non costa niente…

Fonte: LA STAMPA

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...