Il 27 gennaio Renato Salvetti, deportato a Mauthausen. Puntata speciale del “Dieghito Time” nel Giorno della Memoria alle 16.

Nel Giorno della Memoria ospite del “Dieghito Time” alle ore 16 Renato Salvetti, un testimone della tragedia dell’Olocausto. Operaio, partigiano garibaldino, il 24 dicembre 1943 è arrestato nel corso di un rastrellamento. Il 16 marzo 1944 è deportato a Mauthausen (trasporto Tibaldi n. 34). Giunto al lager quattro giorni più tardi, è immatricolato con il numero 59138. Classificato come Schutzhäftlinge (prigioniero per motivi di sicurezza), dichiara il mestiere di tornitore ed elettricista. E’ trasferito a Gusen, dove vi rimane sino alla liberazione. Puntata speciale nel Giorno della Memoria, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Secondo Salvetti, tramandare la memoria è un dovere per i pochi sopravvissuti ai lager nazisti. L’arma più implacabile di cui dispongono è ricordare! Grandi mezzi vengono usati per indurre a dimenticare, o ricordare male. La volontà è quella di ricordare le tragedie dei campi di sterminio, la libertà perduta e i sacrifici sopportati per riconquistarla, ricordando senza odio, ma senza mai dimenticare! Lo stesso Salvetti sostiene che “dobbiamo testimoniare questa esperienza, la Resistenza per noi pochissimi deportati non è ancora finita. Ich war dabei (io c’ero)”.

Un giovedi da gatti al “Dieghito Time”

Gattari e gattare all’ascolto: puntata speciale del “Dieghito Time” tutta dedicata ai gatti giovedi 20 gennaio a partire dalle 16. Tutti i gatti famosi del cinema, cominciando da  “Sfigatto” dal film “Vi presento i nostri” nella foto con Robert De Niro. Gatti famosi in tv e cartoni animati fino ai musical con “Cats”. Saluteremo in diretta tutti i gatti-ascoltatori, con i vostri sms al 3347301878 ed email.  Ci collegheremo con gli amici di “Mister Animal” e con Matteo scopriremo i super gatti da guiness dei primati. “Mi è semblato di vedele un gatto!” Parola di Titti.

Giovedi 13 gennaio Paolo Ferrari e Andrea Giordana al “Dieghito Time”

Giovedi 13 gennaio il “Dieghito Time” si tinge di giallo con due ospiti d’eccezione: Paolo Ferrari e Andrea Giordana, protagonisti del capolavoro inglese “Un ispettore in casa Birling” di scena al Teatro “Giorgio Busca” di Alba sabato 15 gennaio alle ore 21.00. Un Paolo Ferrari di raffinata bravura e leggerezza disegna un ispettore angosciante, ma non inquietante nella sua fermezza di scavo dell’anima degli indiziati, tutti colpevoli di superficialità e cinismo. L’ottimo Andrea Giordana è il padre dallo svagato, feroce opportunismo, avido, ipocrita, superficiale. Uno spettacolo che è un intelligente intrattenimento, carico di suspense e non privo di spunti di riflessione, un po’ giallo e un po’ dramma borghese. Il “Dieghito Time” in giallo: un appuntamento da non perdere con la partecipazione straordinaria di Paolo Ferrari e Andrea Giordana, giovedi 13 gennaio alle 16 in diretta su Radio Alba La Radio Del Sole.

I Santarè al “Dieghito Time” venerdi 14 gennaio

I “Santarè”, ovvero Filippo Cavallo (voce), Lucio Disarò (chitarra) ed Emiliano Fissore (batteria) presenteranno  il loro nuovo album “7”. I “Santarè” saranno ospiti del “Dieghito Time” venerdi 14 gennaio alle 16 in diretta su Radio Alba La Radio del Sole. Nati a Cuneo nel 2001 dalle ceneri dei “Marylineiguai”, la band negli anni ha vinto diversi concorsi e contest, e dopo diverse pubblicazioni demo hanno deciso di rilasciare questo album, fatto di melodia pop e qualche arrangiamento più rock. “7” è un disco piacevole: refrain distesi e solari, liriche che trattano temi come l’amore in un’atmosfera leggera, come la miglior tradizione pop nostrana: “Come aria” si snoda tra cascate di synth e chitarre vellutate che curano la struttura melodica del brano, “Venduta” da controaltare è più cupa e tesa nel suo progredire tra gli arrangiamenti elettronici. “L’epoca di Betta” esprime il lato più nostalgico della loro proposta, avvicinandosi non poco ai vari Max Gazzè e Niccolò Fabi, “Terraeonde” pare invece un tributo al Raf dei primi anni ’90. Chiude “Semplicemente un fiore”, aperta da un violino e da dolci note di pianoforte dove la voce di Filippo Cavallo assume toni più dolci e distesi.
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